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	<title>BeArtigiano &#124; La professione di artigiano con norme ed eventi</title>
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	<description>Il blog sulla professione di artigiano con norme ed eventi, agevolazioni fiscali, proposte e news dalle associazioni di categoria.</description>
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		<title>Aumento energia elettrica 2010: imprese pagano 7,9 miliardi in più l&#8217;anno</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 14:52:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Confartigianato]]></category>
		<category><![CDATA[Dati & statistiche]]></category>

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		<description><![CDATA[L’Italia ha il primato negativo in Europa per la bolletta dell&#8217;energia elettrica più costosa a carico delle imprese. Si attestano a circa il 31,7% gli aumenti rispetto alla media EU. Il gap Italia-Ue nei costi dell&#8217;energia utilizzata dalle imprese emerge da un’analisi condotta dall&#8217;Ufficio studi di Confartigianato che ha elaborato la classifica delle regioni e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2572" src="http://becommerciale.it/files/2011/09/aumenti-energia-elettrica-2010-e1315493187266.jpg" alt="aumenti energia elettrica 2010" width="296" height="394" /></p>
<p><em><strong>L’Italia ha il primato negativo in Europa per la bolletta dell&#8217;energia elettrica più costosa a carico delle imprese. Si attestano a circa il 31,7% gli aumenti rispetto alla media EU.</strong></em></p>
<p>Il gap Italia-Ue nei costi dell&#8217;energia utilizzata dalle imprese emerge da un’analisi condotta dall&#8217;Ufficio studi di <a title="Confartigianato" href="http://beartigiano.it/category/confartigianato/" target="_blank">Confartigianato</a> che ha elaborato la classifica delle regioni e delle province in cui gli imprenditori subiscono le differenze di costo più ampie rispetto all’<strong>Europa</strong>. Il conto più salato è a carico delle nostre aziende del <strong>Nord</strong> che complessivamente nel 2010 hanno pagato l’energia elettrica<strong> 4.615 milioni</strong> di euro in più rispetto ai loro colleghi dell&#8217;Ue. Il divario <strong>Italia-Europa</strong> è di<strong> 1.392 milioni di euro</strong> per le <a title="PMI" href="http://bepiccoloimprenditore.it/category/pmi/" target="_blank">PMI</a> del Centro e di <strong>1.932 milioni di euro</strong> per le aziende del Mezzogiorno.</p>
<p><span id="more-692"></span></p>
<p>La regione più penalizzata è la <strong>Lombardia</strong>, con <strong>1.808 milion</strong>i di euro di divario di costi rispetto alla media Ue, seguita dal <strong>Veneto</strong> con un gap d<strong>i 800 milioni di euro</strong>, dall&#8217;<strong>Emilia</strong> <strong>Romagna</strong> con<strong> 711 milioni</strong> e dal <strong>Piemonte</strong> con <strong>677 milioni</strong>. La classifica provinciale vede al primo posto per il più ampio divario di costi per le imprese rispetto alla media europea <strong>Milano</strong>, con un gap di <strong>448 milioni di eur</strong>o, seguita da <strong>Roma</strong> (365 milioni euro), <strong>Brescia</strong> (356 milioni euro), <strong>Torino</strong> (276 milioni euro), <strong>Bergamo</strong> (230 milioni euro).</p>
<p>Se, in media, ogni azienda italiana paga l’<strong>energia elettrica 1.776 euro</strong> all&#8217;anno in più rispetto agli imprenditori europei, questo gap si allarga a 3.151 euro per ogni impresa del<strong> Friuli Venezia Giulia</strong>, a 2.708 euro per ciascuna impresa della <strong>Sardegna</strong>, a 2.208 euro per ogni azienda della Lombardia, a 2.187 euro per ciascuna impresa della <strong>Valle d&#8217;Aosta</strong>. A seguire, per un imprenditore dell&#8217;<strong>Umbria</strong> il divario è di 2.164 euro l’anno, mentre per ogni impresa del<strong> Trentino Alto Adige</strong> il gap annuo è di 2.036 euro.</p>
<p>A gonfiare la bolletta energetica delle imprese contribuisce la <strong>pressione fiscale</strong> che incide per il 22,7% sul prezzo finale dell&#8217;elettricità. Anche in questo caso l&#8217;Italia detiene il record negativo nell&#8217;Ue: le <strong>imposte</strong> <strong>sull&#8217;energia a</strong>mmontano a 31.750 milioni di euro l&#8217;anno e sono più alte del 23% rispetto ai Paesi dell&#8217;Eurozona. Questo significa che cittadini e imprese italiani pagano la tassazione sull&#8217;energia 6,1 miliardi in più ogni anno rispetto alla media europea.</p>
<p>Per abbassare il costo dell&#8217;energia, il Presidente di Confartigianato <a title="Giorgio Guerrini" href="http://beartigiano.it/tag/giorgio-guerrini/" target="_blank">Giorgio Guerrini</a> sollecita<em> “riforme strutturali che aprano alla vera concorrenza i settori dell’elettricità e del gas, puntino sull’efficienza energetica e sull’uso di fonti rinnovabili, consentano di ridurre e riequilibrare la pressione fiscale sul prezzo dell’energia che grava soprattutto sulle piccole imprese”.</em></p>
<p>Fonte immagine: ecodallecitta.it</p>
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		<title>Gelato artigianale italiano: non conosce crisi</title>
		<link>http://beartigiano.it/685/gelato-artigianale-italiano-non-conosce-crisi/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Aug 2011 06:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Confartigianato]]></category>
		<category><![CDATA[Dati & statistiche]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>

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		<description><![CDATA[Si aggira intorno a 81 euro la spesa annua a famiglia per l&#8217;acquisto di gelato artigianale italiano e la Lombardia, con Milano è al top per consumi e numero di artigiani Giovane, single, residente in Lombardia. È l’identikit del maggior consumatore di gelato nel nostro Paese. Ma, in generale, gli italiani non rinunciano al piacere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-686" src="http://beartigiano.it/files/2011/08/gelato-artigianale-italiano1.jpg" alt="gelato artigianale italiano" width="450" height="450" /></p>
<p><em><strong>Si aggira intorno a 81 euro la spesa annua a famiglia per l&#8217;acquisto di gelato artigianale italiano e la Lombardia, con Milano è al top per consumi e numero di artigiani</strong></em></p>
<p>Giovane, single, residente in Lombardia. È l’identikit del maggior <strong>consumatore di gelato</strong> nel nostro Paese. Ma, in generale, gli italiani non rinunciano al piacere di gustare tutto l’anno coni, sorbetti e coppette, tralasciando la <a href="http://www.buycentral.it/zqu?qry=gelatiera" target="_blank">gelatiera</a> di casa. Secondo l’Ufficio studi di <strong>Confartigianato</strong>, che ha analizzato <strong>produzione e consumi di gelato </strong>in Italia, la spesa annua delle famiglie si attesta <strong>a 2.026 milioni di euro</strong>, con una crescita dell’1% rispetto allo scorso anno.</p>
<p><span id="more-685"></span></p>
<p>Per soddisfare la richiesta aumenta anche il numero delle <strong>gelaterie</strong> <strong>artigiane</strong>: nel 2011 sono <strong>37.787</strong> con 87.992 addetti e dal 2010 sono <strong>cresciute del 2,3% </strong>(pari a 858 gelaterie in più). La rilevazione, mostra che sono i giovani adulti i maggiori consumatori di gelato. Il primato di spesa pro capite, pari a <strong>67 euro all’anno,</strong> appartiene infatti ai single con meno di 35 anni. Seguono le <strong>giovani</strong> <strong>coppie</strong> senza figli, mentre le <strong>coppie con 1 figlio</strong> spendono 33 euro pro capite l’anno. In particolare, il record della spesa appartiene al Nord Ovest e al Nord Est, con una media di 91 euro l’anno per famiglia. Nelle regioni del Centro si spendono 78 euro l’anno, nel Sud 67 euro e nelle Isole 64 euro.</p>
<p>A livello regionale, è la <strong>Lombardia</strong> a vantare il maggior numero d<strong>i gelaterie artigiane</strong> (5.882 imprese, pari al 15,6% del totale) e a detenere il record dei consumi (392 milioni di euro l’anno, equivalente al 19,4% del totale nazionale).</p>
<p>Dopo i lombardi, i più golosi sono gli abitanti del <strong>Veneto</strong> e del <strong>Lazio</strong>. In ciascuna di queste due regioni si spendono in gelati 184 milioni di euro, pari al 9,1% del totale. Seguono a breve distanza il <strong>Piemonte</strong>, l’<strong>Emilia</strong> <strong>Romagna</strong> e la <strong>Campania</strong> con 141 milioni pari al 7% della spesa totale in gelati.</p>
<p>Se dai consumi ci si sposta alla produzione, la classifica delle regioni con il maggior numero di <strong>gelaterie artigiane</strong> vede al secondo posto, dopo la <strong>Lombardia</strong>, <strong>il Lazio</strong> (3.768 imprese, pari al 10%), seguita da <strong>Campania</strong> (3.448 imprese pari al 9,1%), <strong>Veneto</strong> (3.225 imprese, pari all&#8217;8,5%), <strong>Emilia</strong> <strong>Romagna</strong> (3.047 imprese pari all’8,1%) e <strong>Piemonte</strong> (2.902 imprese, pari al 7,7%). Nell’ultimo anno, le gelaterie sono aumentate soprattutto in <strong>Abruzzo</strong> (+4,4%), Puglia (+3,8%) e <strong>Sardegna</strong> (+3,2%).</p>
<p>E proprio per tutelare e promuovere la lavorazione rigorosamente artigianale del gelato, Confartigianato Gelatieri ha creato <strong>Artigelato</strong>, il marchio di garanzia che certifica l’adozione, da parte degli artigiani gelatieri di materie prime fresche e naturali.</p>
<p>Fonte immagine: blog.libero.it</p>
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		<title>Marco Colombo: Giovani Imprenditori Confartigianato: &#8220;Bene detassazione neoimprese giovani&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jul 2011 11:21:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dibattito]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani Imprenditori Confartigianato]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Colombo]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Per dare un futuro alle giovani generazioni occorre sicuramente favorire la creazione d’impresa&#8221; “Apprezziamo l&#8217;iniziativa che, secondo le anticipazioni sulla manovra, il Governo intenderebbe mettere in campo per incentivare la nascita di imprese di giovani under 35 con un’aliquota fiscale agevolata per i primi 5 anni. E’ un segnale positivo per combattere il fenomeno della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-677" src="http://beartigiano.it/files/2011/07/Marco-Colombo-Confartigianato.jpeg" alt="Marco Colombo Confartigianato" width="207" height="244" /></p>
<p><em><strong>&#8220;Per dare un futuro alle giovani generazioni occorre sicuramente favorire la creazione d’impresa&#8221;</strong></em></p>
<p><em>“Apprezziamo l&#8217;iniziativa che, secondo le anticipazioni sulla manovra, il <strong>Governo</strong> intenderebbe mettere in campo per incentivare la nascita di<strong> imprese di giovani under 35 </strong>con un’aliquota fiscale agevolata per i primi 5 anni. E’ un segnale positivo per combattere il fenomeno della <strong>disoccupazione giovanile</strong>. Ma analoga attenzione va riservata alla valorizzazione delle aziende che si sono battute per resistere alla crisi e che ogni giorni si impegnano per accrescere l’innovazione e la competitività del made in Italy”.</em></p>
<p><span id="more-676"></span></p>
<p>Questo il commento di <strong>Marco Colombo</strong>, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato, sulla misura che sarebbe  prevista nella manovra economica varata dal Governo.</p>
<p>Secondo il Presidente Colombo <em>“n<strong>on basta far nascere nuove aziende, se poi non ci sono le condizioni favorevoli p</strong>erché possano svilupparsi e creare occupazione. Per dare un futuro alle giovani generazioni occorre sicuramente favorire la creazione d’impresa ma è anche indispensabile assicurare la continuità e la solidità del nostro tessuto produttivo. Per questo motivo – sottolinea Colombo &#8211; sono più che mai necessari interventi per favorire la trasmissione d’impresa, garantendo così la continuità dei saperi e delle competenze peculiari della nostra tradizione produttiva, per agevolare l’accesso al credito, per ridurre le complicazioni e i costi della burocrazia, per una maggiore flessibilità del mercato del lavoro”.</em></p>
<p>Fotne immagine: diariodelweb.it</p>
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		<title>Apparecchiature estetiche: dal Governo nuove regole</title>
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		<pubDate>Fri, 13 May 2011 13:55:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Confartigianato]]></category>
		<category><![CDATA[Norme & Leggi]]></category>
		<category><![CDATA[imprese estetiche]]></category>

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		<description><![CDATA[Soddisfazione di Confartigianato e CNA: un provvedimento a lungo atteso per la sicurezza di operatori e utenti Dopo 21 anni di attesa, il Governo ha dato  il via libera alla pubblicazione del Decreto interministeriale che regolamenta gli apparecchi elettromeccanici utilizzati nell’attività di estetista, in attuazione della legge 4 gennaio 1990 n°1, che disciplina l’attività del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-672" src="http://beartigiano.it/files/2011/05/presso-terapia.jpg" alt="presso terapia" width="540" height="360" /></p>
<p><em><strong>Soddisfazione di Confartigianato e CNA: un provvedimento a lungo atteso per la sicurezza di operatori e utenti</strong></em></p>
<p>Dopo 21 anni di attesa, il <strong>Governo</strong> ha dato  il via libera alla pubblicazione del Decreto interministeriale che regolamenta gli apparecchi elettromeccanici utilizzati nell’<strong>attività di estetista,</strong> in attuazione della legge 4 gennaio 1990 n°1, che disciplina l’attività del settore, che comprende circa <strong>30 mila imprese</strong>.</p>
<p><span id="more-671"></span></p>
<p>Finalmente gli operatori, gli utenti, ma anche i <strong>produttori di macchinari,</strong> sapranno con esattezza quali apparecchiature sono utilizzabili nei centri estetici e soprattutto si conosceranno, attraverso le schede tecniche, le caratteristiche tecnico – dinamiche, le modalità di esercizio  e le cautele d’uso relative a ciascun apparecchio.</p>
<p>Le Associazioni nazionali del settore Benessere di <strong>Confartigianato</strong> e <strong>CNA</strong>, che hanno collaborato attivamente con i ministeri competenti dal 1990 alla definizione dello schema di Decreto e delle schede tecniche, esprimono soddisfazione per l’obiettivo raggiunto anche se con notevole ritardo, ma rilevano alcune imprecisioni nella redazione delle schede tecniche del Decreto, che potrebbero creare problemi alle imprese di estetica. Le Organizzazioni chiederanno, pertanto, che tali imperfezioni siano corrette velocemente attraverso un atto formale dei ministeri competenti.</p>
<p>“Peraltro – sottolineano <strong>Anna Parpagiolla</strong>, Presidente nazionale di<strong> Confartigianato Estetica</strong> e  <strong>Brigida Stomac</strong>i, Presidente nazionale degli estetisti <strong>CNA</strong> – <em>“per chiarire e meglio illustrare quanto previsto dal provvedimento, Confartigianato e CNA hanno elaborato le ‘Linee guida per l’acquisto e l’utilizzo informato delle apparecchiature’. Tale strumento, oltre a rappresentare una guida per gli operatori,  sarà proposto alle aziende produttrici di apparecchiature nell’ambito di un incontro che si svolgerà il prossimo 6 giugno a Milano, al fine di instaurare tutte le più opportune sinergie nell’ottica della collaborazione e della trasparenza tra il mondo dell’estetica e quello della produzione, nel comune obiettivo della sicurezza dell’utente. Le Associazioni esprimono infine l’auspicio</em> – concludono <em>- che venga istituita al più presto in sede ministeriale la prevista Commissione tecnica per l’esame e la definizione dei nuovi apparecchi utilizzabili nei centri estetici e benessere”.</em></p>
<p>Fonte immagine: fabeauty.it</p>
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		</item>
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		<title>Oltre 30.000 le professioni in Italia dal &#8220;sapore antico&#8221;</title>
		<link>http://beartigiano.it/666/oltre-30-000-le-professioni-in-italia-dal-sapore-antico/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 May 2011 14:58:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[artigianato italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Dati & statistiche]]></category>
		<category><![CDATA[professioni antiche]]></category>

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		<description><![CDATA[E in 10 anni diminuiscono gli arrotini (-24%) ma crescono gli spazzacamini (+62,1%) In tutta Italia sono rimasti solo 8 ombrellai tra Lombardia (2), Veneto (2), Friuli Venezia Giulia (3) e Sicilia (1): sono rimasti in attività reinventandosi e allargando il proprio business. E in dieci anni tra le professioni dal sapore antico sono cresciuti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://beartigiano.it/files/2011/05/arrotino1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-668" src="http://beartigiano.it/files/2011/05/arrotino1.jpg" alt="arrotino" width="448" height="311" /></a></p>
<p><em><strong>E in 10 anni diminuiscono gli arrotini (-24%) ma crescono gli spazzacamini (+62,1%) </strong></em></p>
<p>In tutta Italia sono rimasti solo 8 <strong>ombrellai</strong> tra Lombardia (2), Veneto (2), Friuli Venezia Giulia (3) e Sicilia (1): sono rimasti in attività reinventandosi e allargando il proprio business. E in dieci anni tra le professioni dal sapore antico sono cresciuti gli <strong>spazzacamini</strong> (ce ne sono 274 in Italia , +62,1% in 10 anni) e diminuiscono gli <strong>arrotini</strong> (391, -24% in 10 anni). È quanto emerge da elaborazioni dell’Ufficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Registro Imprese e Lab-MIM.</p>
<p><span id="more-666"></span></p>
<p>Complessivamente tra arrotini, ricamatrici, liutai, impagliatori, materassai, accalappiacani, fabbri, barbieri, spazzacamini e giostrai in Italia sono oltre 30.000 le professioni dal “sapore antico”.  “Donne donne è arrivato l’arrotino”: si identificano con la professione di arrotino 391 imprese in Italia, soprattutto in<strong> Emilia Romagna</strong> (il 17,9%), <strong>Lombardia</strong> (il 12,5%) e <strong>Veneto</strong> (11,5%). Ancora oggi ci sono 95 magnani o stagnini che in Italia scelgono l’antico nome di riparatore delle pentole in rame nella descrizione della propria attività. E non solo: nel nostro Paese sono ancora quasi 15 mila i parrucchieri che utilizzano l’antico nome di <strong>barbiere</strong>, localizzati per lo più in Campania (2.542), Sicilia (2.355) e Lazio (1.753).</p>
<p>Ci sono poi gli imprenditori che puliscono canne fumarie e si definiscono con l’antico nome dello <strong>spazzacamino</strong>: sono 274, localizzati perlopiù in<strong> Trentino Alto Adige</strong> (26,6%) e in <strong>Lombardia</strong> (12,8%). E se si cerca un <strong>intagliatore</strong>, nel nostro Paese ce ne sono quasi 500: occorre andare in Trentino Alto Adige, dove sono ben 168 (il 34,9% del totale). Mentre gli amanti dei cavalli potranno trovare  507 maniscalchi in tutta la Penisola, in particolare  in Lombardia (quasi 100), in  Toscana e in Piemonte ( circa 60 in entrambi i casi).</p>
<p>Nel campo degli strumenti musicali,  nel nostro Paese si possono trovare ancora 300 accordatori e liutai, mentre sono quasi 400 i <strong>materassai</strong>,  che si trovano soprattutto in <strong>Lombardia</strong> (134), <strong>Piemonte</strong> (98) e Lazio (55). E riguardo le professioni prettamente femminili, disseminate nel Paese ci sono oltre 200 merlettaie e ricamatrici, in particolare nel Meridione, Puglia (30) e Sicilia (29) in testa. E si trovano persino 30 accalappiacani, un terzo dei quali in <strong>Campania</strong>. È quanto emerge da elaborazioni dell’Ufficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Registro Imprese.</p>
<p>Fonte immagine: auronzo.eu</p>
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		<title>Le artigiane con un lavoro “da uomo”: in Italia ci sono 1800 camioniste</title>
		<link>http://beartigiano.it/663/le-artigiane-con-un-lavoro-%e2%80%9cda-uomo%e2%80%9d-in-italia-ci-sono-1800-camioniste/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Feb 2011 14:55:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dati & statistiche]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>

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		<description><![CDATA[Con la crisi le donne riscoprono i mestieri tradizionali Camioniste, elettriciste, tappezziere, fabbre, meccaniche, idrauliche… in Italia i mestieri tradizionali al maschile si declinano anche al femminile. Le artigiane con un lavoro “da uomo”: in Italia ci sono 1800 camioniste, 400 elettriciste, 1100 tappezziere, 2300 fabbre, 700 meccaniche, 140 idrauliche, 300 falegname e oltre 300 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-664" src="http://beartigiano.it/files/2011/02/camionista-donna.jpg" alt="camionista donna" width="468" height="443" /></p>
<p><em><strong>Con la crisi le donne riscoprono i mestieri tradizionali<br />
</strong></em><br />
Camioniste, elettriciste, tappezziere, fabbre, meccaniche, idrauliche… in Italia i <strong>mestieri tradizionali al maschile</strong> si declinano anche al femminile. Le artigiane con un<strong> lavoro “da uomo”</strong>: in Italia ci sono 1800 camioniste, 400 elettriciste, 1100 tappezziere, 2300 fabbre, 700 meccaniche, 140 idrauliche, 300 falegname e oltre 300 calzolaie.</p>
<p><span id="more-663"></span></p>
<p>Tra le attività artigiane di sapore antico, tradizionalmente associate alla figura maschile, in Italia ogni <strong>18 nuovi elettricisti</strong> 1 è donna, ogni 13 nuovi autotrasportatori 1 è donna e il rapporto sale addirittura a 1 ogni 5 nel caso dei <strong>tappezzieri</strong>.</p>
<p>È quanto emerge da una elaborazione e da stime dell’Ufficio studi della <strong>Camera di commercio di Monza e Brianza</strong> su dati Registro Imprese. E nell’ottica di valorizzare i mestieri tradizionali della Brianza, con particolare attenzione ai giovani che scelgono di portare avanti il “<strong>saper fare</strong>” di antiche professioni, la Camera di commercio di Monza e Brianza insieme alla Provincia di Monza e Brianza promuovo il bando “<em><strong>Mi lauri in butega. Intervento promozionale a sostegno dei mestieri tradizionali</strong></em>”.</p>
<p>In Italia sono quasi<strong> 1.800 le donne al volante di camion e di tir,</strong> il 3,1% del totale degli autotrasportatori. E ogni 13 nuovi autotrasportatori iscritti nel 2010, 1 è donna. E la Lombardia rispecchia il trend nazionale: sono più di 300 “le donne al volante” di camion e di tir, circa il 3% del totale, e ogni 15 nuovi autotrasportatori iscritti, 1 è donna.</p>
<p>Sono ben <strong>140 le donne idraulico</strong> in Italia, lo 0,3% del totale. E lo scorso anno, solo una donna ha aperto una nuova impresa di riparazione idrauliche ogni 191 nuove iscritte con titolare uomo. In Lombardia sono una ventina le donne idraulico, lo 0,2% della categoria, e ogni 157 idraulici iscritti nel 2010 uno è donna.</p>
<p>Quando la tuta è rosa: sono oltre <strong>700 le donne carrozziere e meccanico</strong>, l’1,4% del totale. E ogni 26 nuove officine artigiane aperte nel 2010, una è donna. E in Lombardia i carrozzieri e meccanici donna sono 70 ovvero 1,1% del totale, e ogni 33 carrozzieri e meccanici nati nel 2010, 1 ha la tuta rosa.</p>
<p>Fonte immagine: Autoevolution.com</p>
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		<title>Rinnovato il nuovo CCNL per gli artigiani del legno-lapidei</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 10:21:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[News Italia]]></category>
		<category><![CDATA[CCNL]]></category>

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		<description><![CDATA[Il nuovo contratto riguardo 35.000 imprese e 120.000 lavoratori dipendenti Le organizzazioni di categoria dell’artigianato (Confartigianato Legno e Arredo, Confartigianato Marmisti, Cna Produzione, Cna Costruzioni, Casartigiani, Claai) e le organizzazioni sindacali Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil hanno siglato l’accordo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro nell’area legno-lapidei per il triennio 2010-2012. L’accordo prevede [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-660" src="http://beartigiano.it/files/2011/02/falegname.jpg" alt="falegname" width="550" height="379" /></p>
<p><em><strong>Il nuovo contratto riguardo 35.000 imprese e 120.000 lavoratori dipendenti </strong></em></p>
<p>Le organizzazioni di categoria dell’artigianato (Confartigianato Legno e Arredo, Confartigianato Marmisti, Cna Produzione, Cna Costruzioni, Casartigiani, Claai) e le organizzazioni sindacali Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil hanno siglato l’accordo per il <strong>rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro</strong> nell’area <strong>legno-lapidei </strong>per il triennio 2010-2012.</p>
<p><span id="more-659"></span></p>
<p>L’accordo prevede per il livello D del <strong>settore legno, arredamento, mobili </strong>un <strong>incremento salariale</strong> a regime pari a <strong>80 euro</strong>, da erogarsi in tre tranches: la prima pari a 35 euro con la retribuzione relativa al mese di <strong>febbraio 2011</strong>, la seconda di <strong>30 euro c</strong>on la retribuzione di <strong>settembre 2011</strong>, la terza pari a <strong>15 euro </strong>con la retribuzione di <strong>giugno 2012</strong>.</p>
<p>Per il 5° livello del settore lapidei, escavazioni, marmo l’incremento salariale a regime è pari a<strong> 84 euro</strong>. Tale importo sarà erogato in tre tranches: la prima pari a<strong> 37 euro</strong> con la retribuzione relativa al mese di <strong>febbraio 2011</strong>, la seconda di<strong> 31 euro</strong> con la retribuzione d<strong>i settembre 2011</strong>, la terza pari a <strong>16 euro</strong> con la retribuzione di <strong>giugno 2012</strong>. Tra le principali novità dell’accordo, la sottoscrizione dei<strong> profili formativi </strong>per la completa messa a regime dell’apprendistato professionalizzante per il settore lapidei, escavazioni e marmo.</p>
<p>Le confederazioni dell’artigianato esprimono <strong>soddisfazione</strong> per la firma dell’accordo<em> “su un contratto moderno ed innovativo e che valorizza le specificità dell’artigianato e delle Pmi</em>”. Fanno rilevare soprattutto “<em>l’importanza del nuovo modello di apprendistato previsto dal contratto, istituto qualificante e peculiare dell’artigianato, sia per la durata della formazione sia per le nuove prestazioni garantite all’apprendista”.</em></p>
<p>Fonte immagine: Tafter.it</p>
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		<title>Pordenone: imprese artigiane siglano accordo anticrisi</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Jan 2011 11:59:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Accordi]]></category>
		<category><![CDATA[Confimprese Fvg]]></category>
		<category><![CDATA[FriulAdria]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Artigiani di Pordenone]]></category>

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		<description><![CDATA[FriulAdria, Unione Artigiani di Pordenone e Confimprese Fvg, hanno sottoscritto un accordo che ha già messo a disposizione un plafond straordinario di 20 milioni per le aziende locali I progetti di sviluppo delle imprese artigiane della provincia di Pordenone potranno avvalersi d’ora in avanti del supporto e della consulenza offerti dal nuovo tavolo di confronto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-657" src="http://beartigiano.it/files/2011/01/Friuladria-Confartigianato.jpg" alt="Friuladria - Confartigianato" width="550" height="317" /></p>
<p><em><strong>FriulAdria, Unione Artigiani di Pordenone e Confimprese Fvg, hanno sottoscritto un accordo che ha già messo a disposizione un plafond straordinario di 20 milioni per le aziende locali</strong></em></p>
<p>I progetti di sviluppo delle imprese artigiane della provincia di Pordenone potranno avvalersi d’ora in avanti del supporto e della consulenza offerti dal nuovo tavolo di confronto permanente costituito da<strong> Banca Popolare FriulAdria, Unione Artigiani di Pordenone </strong>e<strong> Confidimprese Friuli Venezia Giulia. </strong></p>
<p><span id="more-656"></span></p>
<p>L’iniziativa pilota, avviata per la prima volta a livello locale, è stata tenuta a battesimo oggi nella sede di <strong>FriulAdria</strong> dal direttore generale della banca, <strong>Carlo Crosara,</strong> dal presidente dell’Unione Artigiani di Pordenone, <strong>Silvano Pascolo</strong>, e dal vicepresidente del Confidimprese Fvg, <strong>Giovanni Battista Gregoris</strong>. FriulAdria ha altresì annunciato di aver messo a disposizione un <strong>plafond straordinario di 20 milioni di euro per le imprese artigiane</strong> della provincia in un’ottica anticrisi.</p>
<p>Obiettivo principale del tavolo di lavoro sar<strong>à facilitare l’accesso al credito</strong> da parte delle imprese artigiane pordenonesi attraverso un più efficace coordinamento e un’azione sinergica tra istituto di credito,<strong> associazione di categoria e cooperativa di garanzi</strong>a, ovvero i naturali interlocutori delle imprese nell’iter di concessione del credito. La sintesi dei tre differenti punti di vista potrà garantire l’individuazione delle soluzioni finanziarie più adeguate e più rispondenti alla realtà, alle dimensioni e ai bisogni dell’azienda.</p>
<p>Molteplici gli strumenti individuati. Si va da una corretta e puntuale informazione sugli strumenti agevolativi (attraverso seminari e newsletter) alla realizzazione di u<strong>n modello di business plan</strong>, che rappresenterà una modalità di dialogo condivisa e comprensibile da tutti; dalla rilevazione degli ostacoli nel percorso di concessione del credito all’attivazione di un<strong> servizio di “help desk” p</strong>er le aziende.</p>
<p>Prevista, inoltre, l’attivazione di una <strong>“fabbrica di prodotto” c</strong>ongiunta per elaborare strumenti tarati sulle specificità delle singole categorie e la promozione d<strong>i plafond di intervento mirati dedicati ai distretti</strong>, all’<strong>export</strong>, alle<strong> energie rinnovabili</strong>, ecc. Infine, il tavolo di lavoro si tradurrà in una rinnovata attenzione per le <strong>start up,</strong> provvederà ad un confronto fattivo e costante con le istituzioni e si occuperà dell’analisi e del monitoraggio dei mercati per mettere in campo, all’occorrenza, misure di supporto finanziario.</p>
<p><em>“Si tratta di una iniziativa concreta che esprime la nostra vicinanza alle piccole e medie imprese del territorio pordenonese, dove siamo banca di riferimento con quote di mercato che sfiorano il 30% </em>– ha dichiarato il direttore generale di FriulAdria <strong>Carlo Crosara </strong>– <em>La stretta collaborazione con l’Unione Artigiani e con il Confidimprese ci permetterà di mettere a fattor comune il nostro know how di banca e di gruppo, per sostenere lo sviluppo del sistema imprenditoriale artigiano e favorire l’affermarsi di una corretta cultura finanziaria”.</em></p>
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		<title>Artigianato marchigiano: accordo tra regione e associazioni per rilancio PMI</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Jan 2011 13:59:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Accordi]]></category>
		<category><![CDATA[Artigianato marchigiano]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;L’artigianato e le pmi sono i cardini del sistema economico regionale, favoriscono la competitività dei sistemi economici territoriali ed il rilancio produttivo della regione&#8221; ha dichiarato il Presidente Gian Mario Spacca. Il rilancio dell’economia marchigiana attraverso una serie di misure a sostegno delle pmi è lo scopo dell’accordo sul bilancio 2011 tra la giunta regionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-654" src="http://beartigiano.it/files/2011/01/Gian-Mario-Spacca.jpg" alt="Gian Mario Spacca" width="414" height="313" /></p>
<p><em><strong>&#8220;L’artigianato e le pmi sono i cardini del sistema economico regionale, favoriscono la competitività dei sistemi economici territoriali ed il rilancio produttivo della regione&#8221; ha dichiarato il Presidente Gian Mario Spacca.</strong></em></p>
<p>Il rilancio dell’<strong>economia marchigiana </strong>attraverso una serie di misure a<strong> sostegno delle pmi </strong>è lo scopo dell’accordo sul bilancio 2011 tra la giunta regionale e le associazioni regionali dell’artigianato sottoscritto a Palazzo Raffaello.</p>
<p><span id="more-653"></span></p>
<p>Per la giunta regionale ha firmato il presidente<strong> Gian Mario Spacca</strong>, per le associazioni di categoria i presidenti regionali di CNA <strong>Renato Picciaiola </strong>e di Confartigianato<strong> Salvatore Fortuna</strong>. Hanno partecipato all’incontro anche l’assessore regionale alle attività produttive <strong>Sara Giannin</strong>i, i direttori regionali di Confartigianato<strong> Giorgio Cippitelli </strong>e di CNA <strong>Silvano Gattari.</strong></p>
<p>Tra le priorità la facilitazione dell’<strong>accesso al credito</strong>, la <strong>semplificazione </strong>burocratica e una serie di <strong>finanziamenti </strong>agevolati per l’innovazione e la competitività soprattutto nei campi della green economy, del progetto “<em>Casa intelligente della longevità attiva</em>”, ma anche del turismo e della cultura, settori in cui tutte le potenzialità del settore artigiano non sono ancora state espresse al massimo. Sarà inoltre ancor più rafforzato il dialogo e il confronto tra le parti per favorire un ulteriore coinvolgimento delle <strong>associazioni artigiane</strong> nella programmazione delle questioni strategiche regionali.</p>
<p><em>“Nel 2010 </em>– ha spiegato il presidente <strong>Spacca </strong><em>- è proseguita l’azione di sostegno della Regione a difesa delle piccole imprese, il lavoro e il welfare e per contrastare gli effetti della recessione conseguente alla crisi finanziaria del 2008. L’intenzione è quella di continuare a crescere lavorando in sinergia con le associazioni di categoria attraverso una serie di misure concordate e sottoscritte nell’accordo che oggi firmiamo&#8221;.</em></p>
<p>Fonte immagien: ambienteambienti.com</p>
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		<title>Artis: al via il progetto di valorizzazione delle imprese artigiane lombarde</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Dec 2010 10:06:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Artis]]></category>
		<category><![CDATA[imprese artigane lombarde]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Lombardia]]></category>

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		<description><![CDATA[Parte il nuovo progetto che invita le imprese artigiane lombarde a valorizzare le eccellenze di produzione. Prende il via la nuova edizione Artis 2010/2011, iniziativa di Regione Lombardia, rivolta alle imprese artigiane lombarde per mettere in luce le migliori espressioni delle manifatture artistiche regionali. In Lombardia sono concentrati il 18% degli artigiani italiani e, sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-649" src="http://beartigiano.it/files/2010/12/Artis.jpg" alt="Artis" width="316" height="450" /></p>
<p><strong>Parte il nuovo progetto che invita le imprese artigiane lombarde a valorizzare le eccellenze di produzione. </strong></p>
<p>Prende il via la nuova edizion<strong>e Artis 2010/2011,</strong> iniziativa di <strong>Regione Lombardia</strong>, rivolta alle<strong> imprese artigiane lombarde</strong> per mettere in luce le migliori espressioni delle manifatture artistiche regionali. In Lombardia sono concentrati il <strong>18% degli artigiani italiani </strong>e, sul totale delle aziende, una su tre è artigiana.</p>
<p><span id="more-648"></span></p>
<p>Artis è un’iniziativa di <strong>Regione Lombardia</strong> &#8211; Assessorato Industria, Artigianato, Edilizia e Cooperazione, in collaborazione con le Associazioni artigiane lombarde – Confartigianato, CNA, Casartigiani, C.L.A.A.I. &#8211; e realizzato da Cestec SpA. L’obiettivo è valorizzare le pratiche migliori nella <strong>produzione dell’artigianato artistico locale</strong>: con oltre 265.301 aziende il settore si conferma trainante per l’economia lombarda.</p>
<p>L’edizione 2010 vede l’introduzione nel progetto di due nuovi settori, la <strong>panificazione</strong> e la <strong>gelateria</strong>, a fianco di quelli già esistenti: <strong>metalli</strong> <strong>comuni</strong>, <strong>metalli preziosi</strong>, <strong>legno</strong> e <strong>tessile</strong>. I due nuovi disciplinari coinvolgono oltre 2.000 addetti nel settore della panificazione e 1.000 nella gelateria e ben rappresentano la tradizione alimentare lombarda.</p>
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